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Monfalcone, 28 maggio 2008

CORRIDOIO 5: una postilla di troppo…

del CCC5

Comunicato stampa

Giovedì scorso il Consiglio comunale di Monfalcone ha discusso del problema dell’Alta Velocità ferroviaria che si intende far passare attraverso il nostro territorio.

Il brillante dibattito si è interrotto allorché il Sindaco ha tirato in ballo la cosiddetta “postilla”, cioè l’ennesimo accordo (il terzo) che l’ex-Assessore regionale Sonego ha sottoposto ai Sindaci del Mandamento Monfalconese e che questi ultimi hanno diligentemente firmato (con la lodevole eccezione di Doberdò) lo scorso gennaio.

Riportiamo il testo integrale della “postilla”?

“Le parti firmatarie della postilla e del protocollo integrativo concordano sul fatto che il nuovo progetto preliminare della linea AV/AC che RFI predisporrà tenendo conto dell'accordo del 9 settembre 2004 e del protocollo integrativo del 26 aprile 2007 dovrà essere assoggettato al percorso di partecipazione degli enti locali e di valutazione di impatto ambientale stabiliti dalla vigente normativa nazionale riguardante le grandi opere in considerazione del fatto che il progetto di cui trattasi costituisce a tutti gli effetti un nuovo progetto.

Il nuovo progetto sarà anche l'occasione per definire e realizzare tutte le opere di mitigazione ambientale e paesaggistica atte a consentire il minor imp atto ambientale, paesaggistico e sociale della infrastruttura ferroviaria”.

Dice, cioè, che il progetto per la tratta ferroviaria AV/AC (qualunque cosa questa formula voglia dire) tra Ronchi Sud e Trieste “dovrà essere assoggettato (…) alla vigente normativa nazionale”: Regione e Comuni s’impegnano solennemente a non fare cose illegali. Ed inoltre cercheranno anche di scavare oltre 7 milioni di metri cubi di roccia carsica per realizzare un doppio tunnel (più cunicolo esplorativo) di 28 chilometri disturbandoci il meno possibile.

 
Facciamo un passo indietro per ricordare l’accordo del 09 settembre 2004 e il protocollo integrativo del 26 aprile 2007.
 
Nel 2004, il giorno prima che la Regione esprimesse il suo parere sulla Valutazione d’Impatto Ambientale, tutti i sindaci dei Comuni del monfalconese (senza consultare i propri Consigli comunali) sottoscrivevano un “protocollo d’intesa” con l’assessore regionale alle infrastrutture, nel quale si concordavano alcune modifiche al tracciato. La principale consisteva nella sostituzione del raccordo con la linea storica per Gorizia e Udine (cosidd etta “Goccia”) – previsto in superficie e in viadotto nell’area di Turriaco, San Canzian, San Pier, Fogliano - con un percorso scavato in galleria, sotto l’Aeroporto di Ronchi dei Legionari e l’abitato di Soleschiano (ribattezzato “racchetta”), in presenza di falde idriche superficiali, territori antropizzati, necessità di maggiori scavi e aumento dei costi.

Inoltre il passaggio in superficie nella Vallata di Jamiano veniva sostituito con un nuovo tunnel che dallo Zochet arrivava a Sablici, scavato cioè sotto il Colle della Rocca di Monfalcone e le altre alture alle spalle della città (pertanto i 28 km di gallerie e 7 milioni di metri cubi di roccia sarebbero cresciuti di un bel po’).

Com’è noto quel progetto preliminare – unico caso italiano riguardante la TAV – fu bocciato dal Ministero per i Beni ambientali e culturali e dalla Commissione speciale VIA del Ministero dell’Ambiente.

Pertanto l’Accordo del 26 aprile 2004 fa riferimento ad un progetto preliminare morto e sepolto (e se nel 2005 è morto il progetto è lecito pensare che anche l’accordo del 2004 non stia molto bene…).

All’aprile 2007 risale invece il “protocollo integrativo del protocollo” che riconosce l’assurdità del tunnel sotto l’Aeroporto e propone di sostituirlo con un altro tunnel (un’ossessione che potrebbe essere oggetto di studio per degli psicanalisti), con curvatura molto stretta, localizzato a Sud della nuova stazione di Ronchi (sotto il futuro Polo intermodale con il quale non è chiaro come potrà coesistere e sotto un maneggio), coinvolgendo anche il Comune di Staranzano. Dopo la “Goccia” e la “Racchetta”, questa terza ideona prende il nome di “Palloncino” (chissà come chiameranno la prossima…).

Continua?

Comitato Contro il Corridoio Cinque
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