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Il Piccolo, 31 maggio 2008

     L’asse Pd-Lega in aula boccia il Corridoio 5 attraverso il Carso

di Laura Blasich

 Sostenuta l’ipotesi Gorizia-Vipacco. Voto contrario di Rifondazione e astensione di Fi
   Razzini esulta: «Superato l’accordo scellerato del 2004 che avvallava la posizione del governo regionale e di Illy»
 
 In una sala del Consiglio comunale affollata dagli aderenti al Comitato contro il Corridoio 5, il Pd e una parte del centrodestra si sono saldati a sostegno di un tracciato dell’alta velocità-alta capacità che non perfori il Carso, ma si diriga verso Gorizia per attraversare poi la valle del Vipacco. Il Pd, con le assenze, non da poco, del sindaco Gianfranco Pizzolitto e del consigliere Gianpaolo Andrian, ha perciò aperto a una soluzione in pratica del tutto scartata dall’allora governatore della Regione Riccardo Illy e dall’assessore diessino ai Trasporti Lodovico Sonego. Da qui la saldatura con la Lega Nord locale, che ancora nel novembre dello scorso anno, per iniziativa del capogruppo Federico Razzini, ora passato nei banchi della maggioranza regionale, aveva presentato una mozione a favore dell’alte rnativa «goriziana» del Corridoio 5, ma non di certo con Rifondazione comunista, contraria tout court al progetto delol’alta velocità, e nemmeno con Forza Italia, che si è astenuta prudentemente.
 In Consiglio, Rifondazione comunista ha ribadito la propria assoluta contrarietà a qualsiasi percorso di un’opera «non realizzata per l’utilità e a servizio dei territori attraversati e alle esigenze reali del Paese, ma solo per rispondere a interessi particolaristici». Rifondazione ha inoltre rivendicato la chiarezza della propria posizione. «Siamo noi che abbiamo sempre detto ”no” al polo intermodale di Ronchi dei legionari, al cementificio a Cervignano del friuli - ha sottolineato il capogruppo consiliare di Rifondazione, Emiliano Zotti - e a un’opera devastante per il nostro territorio, qualu nque soluzione si adotti, come il Corridoio 5».
 Rifondazione ha quindi presentato un ordine del giorno alternativo con cui voleva impegnare il sindaco Pizzolitto e il Consiglio a spendersi per garantire l’assoluta insostenibilità dell’opera e a rendere prioritario piuttosto l’ammodernamento dell’attuale sistema ferroviario, incentivando così anche la diminuzione del traffico su gomma, uno dei punti dolenti della situazione monfalconese e non solo.
 L’ordine del giorno di Rifondazione non è stato però nemmeno messo in votazione, perché decaduto automaticamente di fronte all’approvazione del documento uscito dalla mediazione tra Lega Nord e Partito democratico e presentato in aula da Antonello Murgia (passato comunque, assieme a Giuliano Antonaci, dal gruppo della Margherita nella Rosa Bianca). Approvando, a maggioranza, la mozione, che si richiama comunque al protocollo d’intesa firmato dai sindaci del mandamento, tranne quello di Doberdò del Lago, con la Regione, il Consiglio comunale di Monfalcone quindi «si pronuncia affinché vengano prese in considerazione soluzioni alternative alla galleria carsica Monfalcone-Trieste».
 Andranno però valutate «le alternative di progettazione di concerto con i portatori di interesse e le comunità interessate, nel pieno rispetto della postilla aggiuntiva al protocollo integrativo Regione-Comuni di Città mandamento sottoscritta il primo gennaio 2008». Il documento è uscito dalla mediazione «un po’ annacquato», come lo ha definito il capogruppo consiliare della Lega Nord Federico Razzini, che ha però sottolineato come in ogni caso si superi «l’accordo scellerato del 2004 tra l’amministrazione regionale e i sindaci del Monfalconese che avvallava la posizione del governo regionale e di Illy».
 Il documento presentato dall a Lega Nord, ha ribadito Federico Razzini, aveva un contenuto prettamente localistico e aveva il semplice obiettivo di impegnare il sindaco «a evitare una soluzione progettuale devastante. Non abbiamo mai avuto timori di sostenere le nostre posizioni - ha aggiunto il capogruppo consiliare della Lega Nord -, né quando eravamo in minoranza né ora che siamo in maggioranza in Regione, e quindi porteremo avanti questo obiettivo in ogni sede».
 In aula giovedì sera il capogruppo di CittàComune, Maurizio Volpato, ha da parte sua sollecitato la creazione di una commissione intercomunale per monitorare «i veri impatti delle diverse soluzioni progettuali. Non siamo davanti ad alcun progetto definitivo - ha affermato per conto di Forza Italia il capogruppo Riccardo Grassilli - e la postilla siglata dai sindaci con la Regione è abbastanza vincolante per garantire che qualsiasi progetto dovrà di nuovo pass are da questo Consiglio comunale. È inutile valutare qualcosa che non c’è. E quindi ci asterremo».
 Il documento è stato quindi approvato con 15 voti a favore (quelli del Partito democratico, della Lega Nord, dello Sdi, di Alleanza nazionale, Lionella Zanolla aderente alla Destra e di Maurizio Volpato di CittàComune), mentre hanno votato contro i due consiglieri di Rifondazione comunista e si sono astenuti i tre esponenti in aula di Forza Italia. 
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