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24 aprile 2008

I comitati ''No Tav'' chiedono di incontrare Tondo

di  (f.a.)

Porpetto. Ieri incontro preliminare con il riconfermato consigliere del Carroccio Violino che ha ribadito: sì all'infrastruttura, ma prima concertazione
 
PORPETTO. Avviato dai Comitati No Tav della Bassa Friulana il primo di una serie di incontri con i neoeletti consiglieri regionali per ''stabilire un contatto permanente'' con la Regione, ovvero avviare una linea interlocutoria sulle problematiche del territorio, viabilità e infrastrutture, sulle quali potranno indicare soluzioni alternative alle esistenti. A ''rompere il ghiaccio'', è stato ieri, su invito dei No Tav Porpetto, Claudio Violino, che con i comitati si era già incontrato prima delle elezioni a Castions di Strada assieme a Renzo Tondo, seguirà poi Paride Cargnelutti, e via via tutti gli altri.
Intanto, come ha sottolineato Aldevis Tibaldi, verrà chiesto un incontro con il presidente Tondo e con quello provinciale Fontanini.
Tibaldi, ha evidenziato come il risultato elettorale conseguito dal centro destra sia stato in parte anche merito dei comitati che «hanno fatto mancare il consenso al governatore Illy» per l'atteggiamento ostracistico avuto nei loro confronti. Il No Tav, nel ricordare come il tracciato della Tav a Porpetto sia stato realizzato sopra i capannoni dell'area artigianale e sopra le aziende agricole di Pampaluna perchè nella redazione era stata usata una vecchia carta topografica nella quale non c'erano gli immobili artigianali «e questo la dice lunga sui professionisti», ha anche evidenziato la responsabilità che questo governo si è assunto nell'impegnarsi a rispettare quanto promesso in campagna elettorale. Tibaldi ha ricordato come «l'imperatore Sonego» abbia cassato la realizzazione della bretella alla provinciale 80 di Porpetto, «perchè non poteva confessare quanto aveva in atto, cioè che quell'area serviva a depositare i materiali di scavo», ha parlato di «cose aberranti», come quella di realizzare campi da golf per motivare le cave, «espropriando i contadini», oppure costruendo la strada della complanare della Bassa e finanziandola, prima di redigere il progetto: questo è un modo di fare che non ci appartiene».
Violino, premettendo di essere favorevole al Corridoio 5, si è detto disponibile a ogni confronto sottolineando però che il tracciato deve essere concertato, perchè il Friuli da questa struttura tragga benefici e non rappresenti solo la funzione di transito: «Ricorderò questo a Tondo, come metodo di lavoro — ha detto —. Inoltre i comune devono essere responsabilizzati e devono essere coinvolti per lavorare assieme senza preconcetti. Va valutato anche il ruolo dei comitati perchè se esistono sono indice di crisi delle istituzioni». Ha sostenuto anche che deve essere data una nuova legislazione al Via, in quanto quella attuale è superata. Sul voto ha evidenziato come questo sia un voto «di popolo contro le indicazioni dei poteri forti, che hanno portato Moretti, Collavini, scomodando anche il picconatore di Sassari (Cossiga ndr), a dichiarare di votare Illy ma i friulani hanno detto no a Illy».
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