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Messaggero Veneto, 2 giugno 2008

 Legambiente: positivo il voto del consiglio sul Corridoio 5

di (cr.vi.)

MONFALCONE. Il voto del consiglio comunale è importante e potenzialmente un punto di svolta nella vicenda Alta velocità. L’ampia maggioranza che ha votato il documento, proposto dal consigliere leghista Razzini in novembre e quindi modificato al momento del voto con un emendamento del centro-sinistra (esclusa Rc), pone infatti una richiesta precisa sul tracciato del Corridoio 5: valutare un tracciato alternativo alla galleria carsica Monfalcone-Trieste.
 «Tale voto – commenta Legambiente – non può essere venduto da nessuno come scelta di trasferire l’impatto di un’opera da casa propria a un a ltro luogo, anzi, è una questione tecnica che Legambiente ha posto fin dal ’99. Riesce infatti incomprensibile, per un progetto di livello europeo su un’ipotetica linea da Lione al confine ucraino, scegliere il tracciato più difficile dal punto di vista tecnico, più costoso da quello economico, più devastante da quello ambientale e sociale, quale quello che prevede una galleria carsica da Monfalcone a Trieste e che prosegue in galleria per altre decine di chilometri in Slovenia».
 La questione posta dal consiglio di Monfalcone è chiara: bisogna che siano presentati progetti alternativi al traforo del Carso, denso d’incognite di natura geologica, ma che presenta anche problemi legati allo scavo di una galleria sotto il colle abitato dello Zochet, alla vicina presenza del costruendo sottopasso della linea ferroviaria Trieste-Venezia, alla presenza a poche centinaia di metri dell’ospedale di San Polo. Per non parlare, poi, della movimentazione di milioni di metri cubi di materiale di scarico «che non si sa dove smaltire. Di fronte a questi problemi, il consiglio comunale si è espresso e il voto sarà di riferimento anche per altri consigli».
 Legambiente evidenzia che nel corso del dibattito, inoltre, sono emerse altre questioni mai realmente affrontate: una delle più importanti è sciogliere l’ambiguità relativa alle caratteristiche del progetto che s’intende realizzare: alta capacità o alta velocità.
 «La questione riguarda il vero obiettivo del Corridoio 5: se attenga allo sviluppo del traffico merci su rotaia o quello passeggeri. Ci sono infatti disponibilità e consenso abbastanza generalizzato relativamente allo sviluppo di linee ferroviarie ad alta capacità, cioè in grado di portare treni merci più lunghi e frequenti, il che equivale a una linea ferroviaria normale con alcuni accorgimenti tecnici a livello di automazione, con un impatto contenuto. Diversa è la scelta dell’alta velocità, che crea problemi più pesanti».
 In attesa di una risposta precisa su quest’ultimo punto, Legambiente considera «pertanto positivo quanto successo in consiglio a Monfalcone e chiediamo che si proceda ulteriormente su questa strada, ponendo anche la questione della legge obiettivo e del rispetto della Convenzione di Aarhus, normativa comunitaria sulle grandi opere».
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